| Prossimo incontro 03-03-2012 15:00 | ||
| Juve Stabia | vs | Nocerina |

La storia calcistica di Castellammare di Stabia inizia nel 1907, quando i fratelli Romano e Pauzano Weiss fondano lo Stabia Sporting Club, ad oggi ancora il club calcistico più antico della Campania, con colori sociali giallo e blu. Tuttavia, la cronaca ha registrato poco di quei primi anni, visto che lo sport non riempiva ancora le pagine dei giornali.
Le prime notizie su una gara di calcio dello Stabia si hanno il 12 febbraio 1911, quando il quotidiano Il Mattino riporta la vittoria per 3-0 dello Stabia sulla squadra di Torre Annunziata, lo S.F.A. Il 1º febbraio 1914 viene inaugurato il nuovo stadio di Castellammare con un'amichevole contro la terza squadra (Naples III sui giornali) del Naples Foot-Ball & Cricket Club, che finirà 0-0. Poco dopo avviene anche il primo incontro internazionale, contro gli inglesi del Black Prince, che travolgono le vespe per 11-1.
Arriva infine la prestigiosa amichevole contro il Naples Foot-Ball & Cricket Club, che, pur schierando gli allievi, espugna Castellammare di Stabia per 1-0 con un gol di Montorsi.
Nel 1916, lo Stabia si iscrive alla Terza Categoria, dove arriva alle semifinali (durante la guerra, sospesi i campionati ufficiali, non si lottava per la promozione in categoria superiore), eliminato con un netto 5-1 dal Savoia, compagine di Torre Annunziata.
Con la fine della prima guerra mondiale, lo Stabia cambia proprietà, acquistato dall'Avvocato Vincenzo Bonifacio, che rifonda la squadra con l'obiettivo di scalare le classifiche: l'amichevole con gli inglesi del ‘'War Lion finisce 6-0 a favore degli stabiesi.
Nel 1919 nasce lo ‘'Sport Club War, che appena un anno dopo si fonde con lo Stabia Sporting Club, entra ufficialmente nella F.I.G.C. e viene inserito e nella Lega Sud.
Nel 1921 arriva la promozione in Prima Categoria, conquistata con una vittoria esterna sul campo del Portici. Nel 1924, il campo dello Stabia viene soprannominato “caienna” per la sua inviolabilità. Dopo una serie di buoni piazzamenti nel periodo pre-bellico e post-bellico, lo Stabia prova la scalata alle classifiche nella seconda metà degli anni quaranta.
Nel 1945, la squadra vince il Campionato campano grazie anche alle prestazioni di Romeo Menti, colui al quale è intitolato lo stadio di Castellammare di Stabia.
La promozione in serie B e la nuova discesa: Quest'anno o mai più!
Conquistata la Serie C nel 1947-1948, tre anni dopo lo Stabia arriva primo in Serie C, seppur a pari punti con il Foggia.
Il 17 giugno 1951, nello spareggio giocato a Firenze, lo Stabia si impone per 2-0 con una doppietta di Cereseto e guadagna la storica promozione in Serie B.
Nella Serie B 1951-1952 ci sono squadre di indubbio valore, tra cui la Roma, e lo Stabia non riesce a compiere il miracolo salvezza chiudendo ultimo in classifica e lascia la B dopo solo un anno. L'anno successivo le cose vanno ancora peggio: 16º posto e nuova retrocessione, stavolta in Serie D.
Due anni dopo la retrocessione in Serie C2, arriva quella in Interregionale. Sono anni diffici per la Juve Stabia, che alterna campionati di Serie C2 a campionati di Serie D con promozioni e ulteriori retrocessioni, causate da continui periodi di crisi economiche.
È così che in questi anni entra in scena la figura ormai quasi mitica di Nicola Colonna, stabiese doc, che riuscì a tenere in vita una società che sembrava avviata al fallimento. Il suo grande merito è quello in particolare di aver sempre trovato dei collaboratori che finanziassero la causa della Juve Stabia, spronandoli e convincendoli ad investire nella società. Il suo ultimo gesto di affetto nei confronti delle vespe fu l'organizzare, sul finire del 2007, la festa del Centenario della Juve Stabia, per poi venire a mancare a causa di un improvviso malore pochissimi giorni dopo.
Nella stagione 1990-91 rileva la società un imprenditore locale, Roberto Fiore. Così che, nello stesso anno, le vespe danno il definitivo addio all'Interregionale, e puntano decise al ritorno in Serie C1. Il primo anno, un po' critico, viene raddrizzato dall'arrivo in panchina di Luis Vinicio che traghetta le vespe alla salvezza dopo lo spareggio con il Cerveteri, poi salvatosi dopo play-out con Valdagno e Teramo Calcio.
Riconquistata la Serie C1, le vespe provano subito il salto in B, e nella stagione 1993-94 arriva la sconfitta nella finale dei play-off allo stadio San Paolo di Napoli contro la Salernitana. Pochi anni dopo, stagione 1998-99, ci riprova arrivando di nuovo in finale play-off, ma stavolta è il Savoia allo stadio Partenio di Avellino a sconfiggere la Juve Stabia per 2 a 0.
Retrocede in serie C2 l'anno successivo e al termine della stagione 2000-01, sconvolta da una spaventosa crisi economica, la Juve Stabia non viene ammessa al campionato 2001-02
Per la stagione successiva arriva l'mprenditore Paolo D'Arco, che prima acquista il titolo del Comprensorio Nola e poi cambia la denominazione in Comprensorio Stabia. Così, partecipa al campionato di serie D e alla fine del campionato la squadra riesce a classificarsi alla nona posizione nonostante qualche difficoltà iniziale. All'inizio della stagione 2003-2004 riprende la denominazione di S.S. Juve Stabia. Viene costruita una vera e propia corazzata dal direttore sportivo Nicola Pannone, che la porta ad avere la meglio sul Potenza, vincendo così il campionato e conquistando la promozione diretta in Serie C2, e vincendo anche la Coppa Italia di Serie D nello stesso anno. Ritornata in Serie C2 la Juve Stabia rinforza ulteriormente la propria rosa, poiché l'obbiettivo e la Serie C1. Ma alla fine del girone di ritorno la Juve Stabia giunge per un punto seconda alle spalle del Manfredonia e ai play-off viene eliminata dalla Cavese. Grazie alla mancata iscrizione di varie società delle serie superiori, nell'estate 2005 la Juve Stabia viene ripescata e così approda in Serie C1 dopo cinque anni dall'ultima partecipazione. Nella stagione 2005-2006, con una Serie C1 arricchita dalla presenza di squadre come Napoli, che verrà battuto 3-1 al Romeo Menti di Castellammare di Stabia nello storico derby campano e Perugia, la Juve Stabia chiude penultima, ma ai playout ottiene la salvezza battendo l'Acireale in casa e pareggiando poi in Sicilia. Nella stagione 2006-2007, la Juve Stabia si alterna tra la zona playoff ed il 7º posto, uscendo dalla zona alta solo a due giornate dalla fine, complice una sconfitta contro la Sambenedettese. Nella stagione 2007-2008 la Juve Stabia giunnge al 15º posto nel campionato di serie C1 girone B. Ma si salva ai play-out grazie alla vittoria in casa del Lanciano per 1 a 0 e al pareggio a reti bianche disputato a Castellammare di Stabia.
Nella stagione 2008-2009 è iscritta alla Lega Pro Prima Divisione girone B, nuova denominazione della vecchia serie C1. Con la nuova società, capitanata dai presidenti Franco Manniello e Franco Giglio, quest'ultimo ex presidente del Sorrento Calcio, la squadra capitanata da Massimo Rastelli inizia un campionato con aspirazioni di vertice. L'avvio, però, non è dei migliori. infatti dopo una sconfitta esterna contro il Foggia, viene esonerato il tecnico Maurizio Costantini per far posto a Massimo Morgia. Alla quartultima partita del girone di andata il tecnico si dimetterà, e il suo posto verrà occupato da Dario Bonetti, con l'obiettivo di puntare in alto con una squadra sicuramente attrezzata per arrivare ai vertici alti della categoria. Ma anche il nuovo tecnico viene esonerato, facendo tornare i panchina Costantini, che farà il suo nuovo esordio in un Romeo Menti completamente messo a nuovo il 15 marzo 2009, nel derby di ritorno Juve Stabia-Cavese, perso per un gol. Si va così ai play out contro il Lanciano. La gara di andata viene disputata il 31 maggio 2009 a Castellammare di Stabia, dove la squadra campana si impone con un secco 2-1. La gara di ritorno, invece, viene disputata il 7 giugno 2009 a Lanciano, dove la Juve Stabia viene sconfitta 0-1, e a causa di questo risultato retrocede sfortunatamente in Lega Pro Seconda Divisione, categoria nella quale resterà solo un anno, vincendo il campionato ed ottenendo l'immediata promozione.
Nella stagione 2009-2010 la Juve Stabia, alleste una vera e propria corazzata per la categoria, puntando alla promozione diretta. Dopo un innizio non molto esaltante, le vespe trascinate dal loro capitano Marco Capparella e dai due bomber Vicentin e lo stabiese Gianluca De Angelis (16 goal stagionali) riescono a concludere il girone d'andata primi in classifica. Nel mercato invernale da registrare il clamoroso addio di capitan Capparella, che viene rimpiazzato da Nazzareno Tarantino. Complice qualche clamorosa sconfitta la Juve Stabia perde la vetta della classifica a favore del Catanzaro e arriva allo scontro diretto con un distacco di 3 punti. Davanti a 6.000 spettatori(record stagionale) le vespe si impongono per 1 a 0, grazie alla realizzazione di Ottobre che è lesto a concludere una pessima respinta del portiere avversario, su un'insidiosa punizione di Moretti, agguantando nuovamente la vetta della classifica. Alla penultima giornata, grazie al successo ai danni sul Cassino per 2-0 ed al contemporaneo pareggio per 1-1 fra Catanzaro e Brindisi, la Juve Stabia conquista nuovamente la promozione diretta in Lega Pro Prima Divisione.
Nella stagione 2010-2011 la squadra viene creata per poter disputare un campionato da tranquilla salvezza. In panchina viene chiamato Piero Braglia, scelta determinante per il successo finale, ed arrivano molti calciatori giovani, accompagnati da alcuni giocatori più anziani, esperti della categoria. La stagione parte male per le vespe, nelle prime due giornate, esse si trovano con 0 punti in classifica, dopo aver perso in casa del Cosenza, e al Menti per 2 reti a 0 contro il Foligno. La Juve Stabia non demorde e si riscatta la partita successiva vincendo con il Barletta per 2 reti a o, da questa partita la Juve Stabia non si ferma più. Alla quinta giornata batte per 5 reti a 0 il Siracusa in casa, si impone per 3 reti a 2 sull'Atletico Roma, pareggia contro la capolista Nocerina e il 12 dicembre al termine del girone d'andata, grazie alla vittoria del derby per 2 a 1 contro il Benevento, si stravolgono tutte le aspettative. La Juve Stabia con i suoi 27 punti è al quinto posto in zona play off. In tutto il girone di ritorno si alterna tra le varie posizioni play off. Da ricordare la vittoria esterna contro la Nocerina per 2 a 1, proprio nella giornata in cui i molossi dovevano festeggiare le promozione diretta in cadetteria. Successivamente vince ad aprile la Coppa Italia Lega Pro per la prima volta, battendo in finale il Carpi (che in semifinale aveva eliminato la Nocerina) nel doppio confronto. Al termine dell'ultima giornata di campionato (pareggio al Ciro Vigorito di Benevento per 1 a 1) la Juve Stabia partecipa ai play-off da quinta e affronta proprio la squadra sannita. In casa davanti a 10.000 spettatori riesce ad imporsi per una rete a zero grazie alla rete di Molinari e al ritorno riesce a strappare il biglietto per la finale grazie alla realizzazione di Nazzareno Tarantino su calcio di rigore, assegnato per un fallo commesso ai danni di Mezavilla. In finale affronta l'Atletico Roma, l'andata allo Stadio Menti di Castellammare di Stabia, giocata davanti a 13.000 spettatori (tutto esaurito), vede la squadra capitolina sciorinare una prestazione maiuscola, complice qualche dubbia decisione arbitrale, ma la partita ternima 0 a 0. La Juve Stabia nella gara di ritorno allo Stadio Flaminio cambia completamente marcia, e mette sotto la squadra della capitale andando più volte vicina al goal con Giorgio Corona. Poco prima della fine del primo tempo accade ciò che non ti aspetti, calcio d'angolo la difesa dell'atletico spazza, ma Molinari calcia un bolide al volo che termina la sua corsa in rete. Nella ripresa la musica non cambia, e l'unica accasione per la squadra capitolina è un gran tiro di Mazzeo dalla distanza che sfiora l'incrocio dei pali. La Juve Stabia al 43' del secondo tempo chiude la pratica in contropiede: Ciotola innesca Nazzareno Tarantino, che fa fuori due avversari e serve il bomber Giorgio Corona, che a tu per tu con il portiere non sbaglia il goal decisivo. Al triplice fischio finale le vespe tornano in Serie B a sessant'anni dall'ultima volta.